Domenica 14.3.2010
Come al solito mi sveglio per primo, ma oggi più nervoso che mai, un mal di stomaco incredibile, le budella mi si attorcigliano e penso: bè cosa c’è di strano, oggi mi gioco solo il campionato.
Mi lavo e vesto in silenzio, e aspetto di uscire, guardo l’orologio “ porca vacca” sono solo le 8.00 e come tiro le 11.30 ?? Vado in giro per casa, incontro i miei figli e mia moglie ma non li vedo minimamente, finalmente sono le 9.30 e con la scusa di portare le borracce e la borsa medica nello spogliatoio esco di casa. Sono felice, le mie budella fanno la "OLA" e contente rientrano al loro posto.
Mentre cammino incontro delle persone che conosco, mi parlano, rispondo sorridendo e mi accorgo della figura da beota che ho fatto, chissà cosa avranno detto...insomma cosa chiedo se non di lasciarmi stare da solo con le mie budella che nel frattempo avevano deciso di improvvisare la MACARENA.
Vado a messa, affianco a mia moglie come sempre, mi siedo, mi alzo, qualcuno dice di avermi visto ballare, sbaglio sempre il momento e a volte penso che Fra Dario mi stia guardando e abbia paura anche lui di andare in confusione diventa la messa più lunga della mia vita...andate in pace, OK vado.... Già in pace, cerco di spiegarlo alle mie budella ma loro niente non ne vogliono sapere e organizzano una festa danzante nel mio stomaco.
Vado dritto nello spogliatoio, trovo i miei ragazzi e qualcuno azzarda “Mister è successo qualcosa?? Sei stato ad un funerale?? Non sento riesco solo a dire “Tirate fuori i documenti che devo fare la distinta” .
Avrei voluto anche aggiungere lasciatemi solo con il mio dolore e le mie stramaledette budella.
Nel frattempo arriva un sacco di gente, tutti tifosi e amici , che gioia vederli, oh Dio vederli è una parola grossa, c’è chi mi parla ,chi mi sorride chi mi da pacche sulla spalla, ma io niente non riconosco assolutamente nessuno nemmeno mia figlia che mice “...ma papà?”
Sul cancello leggo un cartello “MISTER NERVOSO” ma chi io?? Sono talmente tranquillo!!!!
Ecco la chiama, arbitro simpaticissimo quasi quanto le mie budella...o mio Dio chi l’ha mandato??
Parlo con i ragazzi, la tattica e chi parte dall'inizio, li metto al corrente del mio stato di salute e con comprensione nessuno bada al fatto che sbaglio i nomi.
Vado in panchina con un sole che picchia, 20 gradi all’ombra ed io vestito con giubbotto tipo Woolrich e sciarpa sudo come una bestia. Un caldo boia e conseguente sauna...camicia pezzata e golf da strizzare, stramaledetta scaramanzia!
Fischio d’inizio si comincia, che ora è? Guardo l’ora ma non so nemmeno cosa ho guardato dopo un minuto arriva la palla ad un mio giocatore ed io subito dico bravo Gio, no ho sbagliato era Andy, no bravo Andre, no non era nemmeno lui...insomma chi cavolo era...!! Dalla panchina Beppe con tanta comprensione mi viene incontro e mi dice “Mister tranquillo siamo a Milano in un campo di calcio e quello era ALESSIO”...già ed è pure il capitano, avrei dovuto riconoscerlo.
Porca vacca il tempo passa e non segnamo, ma poi arriva il lampo di Davidino ed è goal. Sono più tranquillo? Nemmeno per sogno , se pareggiamo non passiamo lo stesso. Sento bussare, cavolo sono le mie budella che dicono va bè ti è andata bene, un goal lo hai fatto ma adesso ti riprendiamo. Zitte malefiche e tornate nello stomaco.
Finisce il primo tempo. Bravi ragazzi continuiamo a giocare così, palla a terra e buttiamone dentro un’altra.
Inizia il secondo tempo e dopo poco ecco il goal della tranquillità ed io grido “ Bravo Giupe” ed ecco che dalla panchina si alza Giupe e mi dice “mister grazie per la stima, ma io non sto nemmeno giocando...cavolo deve essere un po’ di demenza senile.
Fischio finale, vinciamo 4 a 0 e pure il campionato, dall’anno prossimo in Eccellenza. Che gioia finalmente posso tirare fuori le mie budella e lanciarle verso i tifosi che organizzano subito una grigliata.
Abbracci, grida, gioia e pianti. Siamo saliti sul treno giusto. Mi buttano vestito sotto la doccia e chi se ne frega tanto ero talmente sudato che non cambiava nulla.
Vorrei anch’io ringraziare tutti, dai tifosi, agli amici al direttivo e a tutte quelle persone che in ogni momento non mi hanno fatto mai mancare il loro apporto, ma soprattutto a chi ha dovuto sopportare e condividere i miei musi , le mie gioie, le mie delusioni e le mie pettorine da lavare, i miei mal di testa e...le mie budella, già...un grazie enorme a mia moglie.
Grazie a Silvano che mi è stato vicino in un momnento molto delicato e importante della nostra vita di squadra, senza il suo aiuto, la sua competenza e la sua professioanlità, avrei dovuto affrontare da solo una cosa più grande di me.
Grazie al Direttore Sportivo che mi prediceva sempre il risultato prima dell'inizio della partita.
Grazie al Presidente che con il suo pianto mi ha fatto partecipe del suo sogno iniziato 20 anni fa.
Ed ora due paroline per i miei MIEI RAGAZZI.
Credo che la svolta sia venuta quando nella parte clou del campionato contro il Gabbiano, la prima in classifica, I ragazzi hanno saputo cogliere le mie parole, ho detto semplicemente loro “ E’ ora di smetterla di fare il compitino, ognuno si prenda le sue responsabilità” da li non abbiamo più perso, ma la cosa più importante è che non abbiamo più perso nemmeno nella vita quotidiana, perché abbiamo sempre condiviso tutto, le delusioni d’amore, gli studi e la Laurea, il lavoro, la ricerca della casa, di chi ha i concerti in giro per il mondo, di chi ha la testa rotta, di chi si ammala e di chi si infortuna.
Non è mai stato il problema di un singolo, abbiamo risolto tutto nello spogliatoio, nelle nostre mail quotidiane, dove c’erano consigli e aiuto per tutti, c’erano gli sfottò e gli articoli di Andy, dove c’erano 20 ragazzi in ospedale a trovare un amico e badate bene non ho detto un compagno, c’era davvero tanto, tanto di ognuno di voi.
Sono così orgoglioso di voi , dei “ MIEI RAGAZZI” e credetemi le mie parole non rendono quanto il mio cuore saprebbe dirvi.
Incredibile la gioia che ti da un momento cosi importante, è così che svanisce la stanchezza, la voglia di fare un anno sabbatico, le sere fredde d’inverno per fare gli allenamenti, le responsabilità di guidare un gruppo così meraviglioso.
Finita la partita qualcuno mi ha detto "è incredibile vederti in mezzo ai tuoi ragazzi, i tuoi occhi brillano di una luce diversa, aveva ragione è proprio così."
Grazie per avermi fatto sentire sempre uno di voi, di avermi permesso di condividere le vostre ansie, i vostri dolori e le vostre gioie, di avermi permesso di crescere con voi .
Grazie per la vostra stima e per la vostra bravura insomma GRAZIE DI ESSERCI!
ORGOGLIOSO DI VOI, IL VOSTRO PAPA’...OPS...SCUSATE IL VOSTRO MISTER |