A tutti voi

Riesco finalmente a rispondere ma avevo bisogno di un po' di tempo!!
Che dire...di questi 3 anni ho ricordi splendidi, mi viene in mente ancora il maggio del 2007: chiamo ste e gli chiedo se potevo aggregarmi per qualche allenamento e mi rendo subito conto che questo gruppo aveva qualcosa di particolare, qualcosa di magico, qualcosa che mi avrebbe spinto a rimanere lì non solo per qualche puro allenamento, un gruppo comandato non da un semplice allenatore, ma da una persona che, come già detto da davidino, è come un padre per tutti noi.
Arrivano le prime partite, le prime difficoltà, a tratti un ruolo diverso e insolito per me, ma arriva anche il primo gol con tanto di aeroplanino (Beppone e Davidino se lo ricorderanno)! La promozione ci sfugge per poco, ma incredibilmente veniamo ripescati e per noi si schiudono le porte della Open A con un allenatore diverso che ha avuto la sfortuna di incappare in numerosi infortuni e squalifiche che hanno falcidiato la squadra, ma nonostante tutto riusciamo comunque ad arrivare 5°.
Questo invece è senza dubbio l'anno che sento più mio, quello più sofferto, quello che non mi ha fatto dormire bene di notte l'ultimo mese. Il primo pensiero che mi viene in mente va a quella gelida sera del 21 gennaio al San Bernardo: Alen a terra infortunato, noi che ci guardiamo attoniti, inermi, incruduli, spaesati, consapevoli di aver sbattuto via un'occasione clamorosa e forse un campionato per una partita balorda. Sembra apparentemente l'inizio della fine, invece è l'inizio di una cavalcata trionfale, di una rimonta incredibile, ogni partita come fosse una finale a partire dal Gabbiano dove giochiamo la partita perfetta. Il campionato è riaperto, la speranza riaccesa. Da lì in poi è un susseguirsi di emozioni incredibili ma anche di brutte notizie: quella di Alen, alla fine dell'eroica partita contro l'Osa, piomba su di noi come un macigno ed è in quel giorno che capiamo che qualcosa di troppo forte ci spingerà fino in fondo, fino alla gloria.
Quella giornata ognuno di noi se la porterà dentro per sempre, sono cose che vanno aldilà di una semplice partita di calcio, sono la dimostrazione di cosa voglia dire essere un gruppo.
Essere un gruppo vuol dire questo e tanto altro, vuol dire partecipare da fuori come se si stesse giocando, vuol dire aiutare un compagno in un periodo di difficoltà, vuol dire venire al campo anche malati solo per incitare la squadra e scattare in campo al momento del gol decisivo, vuol dire giocare anche in condizioni non perfette solo perchè c'è da conquistare un obiettivo comune. Questo siamo stati quest'anno, e questo è quello che da sempre siamo e per sempre saremo, nelle vittorie e nelle sconfitte.
Voglio inoltre ringraziare, oltre al già citato Mister, anche le altre persone che in questi mesi ci sono state più vicino, ci hanno spronato, aiutato, sostenuto e cioè Primo, Silvano, Ciccio, Genna, Carletto e l'amuleto Albi (spero di non dimenticarmi di qualcuno).
Adesso il destino ci ha regalato l'occasione delle finali provinciali a Seregno: il caro vecchio cuore gialloblù, al quale ci siamo aggrappati tante volte, dovrà battere forte, più forte che mai.

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