Un bel traguardo raggiunto

In questo clima commemorativo e struggente non posso che aggregarmi, vorrei però ricordare tutti quelli che hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo.

Alcuni sono gli amici più vecchi che ho, più fratelli che amici, come Ciccio e Ste, con i quali abbiamo iniziato a giocare in quei campi tra di noi, quando la Polisportiva non era ancora nata, abbiamo indossato le prime maglie dell'Assisi, di lana, che pungevano, ci siamo cambiati in posti di fortuna e le docce non esistevano neanche. Le nostre strade sportive si sono divise, c'era la voglia di provare esperienza diverse, nuove avventure, ma alla fine ci siamo reincontrati per iniziare la storia di questa squadra, nel bar citato da Ste, dove c'è stata la riunione con gli alti vertici. Le incognite erano tante, il numero di giocatori, l'allenatore, la nostra costanza a portare avanti quell'impegno, ma già si leggeva negli occhi dei presenti che non sarebbe stata una cosa estemporanea, tanto per fare, da adolescenti, c'era la voglia di stare insieme, tra amici, che ci aveva fatto reincontrare e che tutt'oggi è il motore di questo Dream Team.

Con altri l'amicizia risale ai tempi dei primi anni della scuola, come Giorgino e il Capitano, e con Giupe (il più forte e il più bello) da poco prima, anche loro senatori dal cuore gialloblu che più non si potrebbe, compagni di mille battaglie in qualsiasi condizione, ma soprattutto, cosa ancora più apprezzabile, punti fermi agli allenamenti come in ogni situazione di difficoltà fuori dal campo. Sempre e comunque.
Di quella prima, sgangherata, sfortunata (sportivamente), ma bellissima squadra facevano parte il mitico Menello, che con la sua dedizione, il suo attaccamento, la sua grinta e la capacità di arrivare su tutte le palle sporche in mezzo all'area (a memoria non ricordo un gol a più di tre metri dalla porta......) ci manca ancora oggi; il Torello Siculo, prima portiere, poi ala funambolica (forse incompresa) inventore del tiro dell'infame; il grande Giamma, compagno con una passione per il calcio fuori dal comune e autista fuori di testa...nella sua Clio abbiamo visto fare cose che voi umani non potete immaginare.
Come non citare Wanza e le sue bazellette, l'Americheno e le sue battute, Sacca, un Orsacchio che pareva più un pulcino all'epoca e il Tatto, balurado di quella difesa.
In panchina sedeva il mai dimenticato Ignazio(che ringraziono anche da Coverciano per aver aggiunto ai libri di didattica sul calcio esercizi come "scatto senza correre" "skip punta gionocchio" e altri ancora), persona d'oro, dalla incredibile disponibilità e per il quale nutriamo affetto e riconoscenza per gli anni passati insieme e per aver reso possibile la creazione della squadra.

Dall'era Bigni si passa all'era Carmine, IL mister, il detentore delle chiavi di questa squadra, tattiche ed emotive, il mister di tutte le vittorie. Più secondo padre che allenatore per tutti noi. Su di lui andrebbe speso un capitolo a parte per l'importanza che ha in questa squadra, qui mi limito a dire a nome di tutti: GRAZIE, di cuore.
Durante il Regno di Carminetor arriva gente come Carletto, portiere dominatore dalle aree di rigore, che inspiegabilmente è passato al ruolo di guida degli "Imbecilli al seguito", Lello, che con i suoi cori ha illuminato le mille serate "dai negri" e con le sue parate ha contribuito a portarci al titolo di Campioni Regionali, Sambu, al quale spetta il titolo di uomo spogliatoio per eccellenza in condivisione con Genni, il mitico Darione, sportellatore impazzito e amico da tempo immemore, Fofo, apprezzato più per le nottate di festeggiamenti che in campo, anche se il suo girello ha battagliato con quello di Ciccio. Personaggio degno di nota di quel periodo è stato l'unico straniero della storia della nostra squadra: il teutonico "girarrosto" Bob (tra l'altro presente come spettatore alla partita-promozione).

Dopo i Regionali arrivò gente del calibro di Andy, conosciuto grazie al calcio ma vero amico anche fuori, che si è subito calato nello spirito di questa squadra e adesso ne incarna appieno i valori, senatore di fatto anche se difetta dell'anzianità necessaria (suo grande cruccio).
Arrivarono Gabrielone, conosciuto fin dalle elementari ma che ho imparato ad apprezzare solo in questi anni, bomber di classe e dal fisico statuario, e Ricky Zanin, giocatore pazzesco, dispensava classe e grinta a volontà, ma non perdiamo le speranze di vederlo nuovamente indossare la casacca gialloblù. Arrivò anche il nostro folle portiere Alen, stilisticamente il più bello che abbia difeso la porta dell'Assisi, determinante in tante occasioni e che vede nelle uscite alte con chiamata di palla il suo punto di forza. Arrivò anche di un ex tennista dalle doti atletiche non indifferenti e dai capelli rossi, Paolino, una presenza discreta nello spogliatoio ma apprezzata da tutti. Importante ed indimenticabile fu Simo Mangano, cavallo pazzo al pari del futuro acquisto Manuel, sia in campo che fuori. Ha segnato gol pazzeschi, rimediato altrettanto pazzesche espulsioni e animato memorabili serate vincendo uno scontro tra titani con Marchino, che i presenti difficilmente dimenticheranno.

La stagiona passata il timone fu nelle mani del Mauri, fine ed instancabile oratore, persona deliziosa che in termini sportivi ha pagato un dazio troppo alto alla sfortuna con infortuni a catena.

Dulcis in fundo gli acquisti di quest'anno. Dalla nemica Savio arrivano due giocatori fondamentali per la vittoria finale, Beppone e Davidino, il giorno e la notte caratterialmente, il genio e la costanza calcisticamente, ma due persone eccezionali allo stesso modo, che avrei voluto conoscere prima. A rafforzare le fila dell'Assisi anche un gradito ritorno, Teo, capitano della Top, il quale forse paga troppo il passaggio di categoria o i compiti diversi, ma comunque importante per il contributo e per la presenza nello spogliatoio, sarà fondamentale negli anni a venire. Parte della squadra senza alcun dubbio è il fotonico Faxone, che ha conteso e probabilmente battuto Orgino per numero di presenze agli allenamenti, dimostrando una voglia che sicuramente l'anno prossimo lo ripagherà dei sacrifici di quest'anno. Ultimo acquisto in termini di tempo è stato Manuel, l'uomo dei discorsi, che con le sue parate e le sue parole ci ha dato la forza di combattere per arrivare al nostro obiettivo, a dir poco determinante.

E arriviamo a lui, Genni, che a causa di forze maggiori ha dovuto lasciare (speriamo temporaneamente) il calcio giocato, ma che pur di restare nel gruppo ha accettato di fare il dirigente, mettendo da parte il suo orgoglio e calandosi nel nuovo ruolo affrontando, questa volta sì, sacrifici per seguire la squadra. Sempre presente anche quando era quasi impresentabile, dimostrazione del suo enorme cuore. Fondamentale per il gruppo con le sue battute, i suoi tiraggi e la sua semplicità.

Mentore di Genni nel suo nuovo ruolo è stato Silvano, con noi fin dal primo giorno, medico e dirigente tuttofare. Posso testimoniare quanto tenga alla squadra, quanto sia affezionato ad ogni persona che sia passata da questa squadra, quanto senta le partite anche lui e che difficilmente potrebbe lasciare il suo ruolo per seguire le partite da "esterno".
Al suo fianco negli anni si sono succeduti Antony e le sue celebri cartine tanto care a Giamma e l'indimenticabile Tiziana, che sentiamo ancora come parte del gruppo.

Spero di non aver dimenticato nessuno, e a tutti quelli che ho citato dico un GRAZIE enorme, sarete TUTTI sempre nel mio cuore, tutti per sempre GIALLOBLU'.

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