| 9-10-14. Fossero i numeri di un terno al Lotto sulla ruota di Bari avrebbero fatto contento qualcuno, purtroppo sono state le spine nel fianco durante la partita di ieri pomeriggio.
Ma andiamo con ordine; la prima partita del girone di ritorno ha offerto subito la simpatica “dimenticanza” dell’arbitro il quale, non avvisato dalle dirigenti, era a Lugano. Il mister De Gregorio appariva stranamente tranquillo, a volte quasi distaccato, non sembrava calato nella sua solita parte (in realtà è durata poco, si è subito ripreso).
Dalle tribune (con la fantasia si può fare tutto) i genitori assistono a un riscaldamento dei giocatori avversari che è già un ricco antipasto e lascia poco spazio all’immaginazione: tiri forti e precisi, un portiere sicuro e agile, schemi su calci di punizione. Ma non doveva essere una squadra Under 10? Cosa ci fanno nel nostro girone?
Da questo antipasto molti genitori immaginano che dell’Assisi faranno un sol boccone, ma poi bisogna pur consolarsi e quindi tutti si dicono che la nostra squadra non ha timore degli avversari più forti, che è abituata a rimontare lo svantaggio e altre spavalderie simili.
Pronti via, Nabor subito in attacco con una certa decisione; in fondo è normale, l’Assisi deve scaldare a lungo i motori prima di entrare in partita. Già, purtroppo il riscaldamento ieri sembra essere durato un po’ troppo a lungo, diciamo due interi tempi della partita.
Ma torniamo al gioco: dai primi minuti l’avversario è molto deciso, probabilmente ha in campo la formazione più esperta, pressing esasperato già a centrocampo, contrasti decisi su tutte le palle senza concedere pause, ripartenze, azioni ben orchestrate che rimandano ad allenamenti molto tattici, una allenatore finalmente all’altezza di mister De Gregorio in quanto a potenza vocale.
L’Assisi fa fatica, non riesce a trovare il bandolo della matassa, siamo in difficoltà con un avversario che appare deciso a portare a casa la vittoria; l’aiuto della traversa impedisce già nel primo tempo di finire sotto di un goal, ma non basta a scuotere i giocatori, non riusciamo a superare la metà campo, in alcune circostanze siamo quasi sbeffeggiati dalle abilità nel dribbling dei tre numeri di cui si diceva all’inizio.
Sugli spalti si respira un’aria preoccupata, anche i genitori più fiduciosi sembrano quasi rassegnati, l’esito appare scontato; ma a proposito, dov’erano i genitori invece di stare al campo a tifare i loro bambini, dov’era l’entusiasmo per una partita casalinga, nessuno si è accorto che per tutto l’incontro è mancato l’incoraggiamento che dà la spinta a superare i momenti difficili? Forza genitori, riscaldate le ugole e non temete di prendere il raffreddore. È un momento difficile della stagione, bisogna dare di più!
Inizia il secondo tempo, le formazioni cambiano, ma la musica è la stessa: Nabor a fare la partita e Assisi che difende con fatica. I giocatori sembrano quasi bloccati, hanno difficoltà nella corsa, idee poco chiare; speriamo che Antonio inventi qualche dribbling e metta in mezzo una palla, invece niente; speriamo in un contropiede che lanci, anche casualmente, una punta, invece niente; piano piano si guadagna qualche metro, ma non è sufficiente. Come tutti si aspettano, puntuale arriva la rete degli ospiti: la solita azione iniziata a centrocampo, Assisi che non riesce a spazzare via la palla, tiro e goal.
Inizia il terzo tempo, a questo punto tutto diventa possibile. L’Assisi sembra finalmente ritrovare lo smalto di altre partite, gli avversari calano un pochino e noi cresciamo (chissà il mister De Gregorio cosa ha sussurrato durante l’intervallo). Qualche ripartenza con dribbling e discesa verso l’area finora vergine fanno ben sperare, forse ci siamo, forse la gioiosa macchina da guerra è ripartita. S’intravede il guardalinee di casa fare qualche incitamento a Paolo, finora un po’ arretrato e poco aggressivo, più impegnato a coprire che a costruire, forse in preda a un attacco di mozzarellite. La Nabor inizia a essere stanca, ha perso un po’ di lucidità, si sta scollando e lascia spazi liberi. Un paio di guizzi ci fanno rivedere la squadra che conosciamo, dai bambini, con un po’ di fortuna si può pareggiare. Ed è proprio da un pallone recuperato nella nostra trequarti che il biondo n. 2 si ricorda di avere buone doti nella corsa e palla al piede arriva ai limiti dell’area e, dopo una sorta di balletto con il pallone per riuscire a calciare di destro, tira un bombardone alla destra del portiere che, nonostante un tuffo quasi disperato, vede scorrere impietosamente la palla verso la rete. Nel finale l’avversario dà tutto per riprendere il risultato che merita, ma niente da fare, come all’andata anche oggi deve accontentarsi di uno stretto pareggio.
Una nota di merito va rivolta ai portieri, attenti e impegnati contro un avversario superiore che non ha lesinato tiri e tentativi.
Ma la scarsa convinzione dell’Assisi fa nascere spontanea la domanda: è arrivato il momento di introdurre qualche novità? |