Antiche emozioni e vecchie ruggini è come se tornassero fuori, al Palassisi arriva la Virtus Lissone: si, proprio quella Virtus sconfitta nel 2006 ai campionati regionali.
Questa volta la posta in palio non è così alta ma da questa partita passano molte delle ambizioni di promozione per l'Assisi e anche per la Virtus potrebbe essere l'ultima possibilità per rientrare nel giro delle pretendenti all'Eccellenza.
C'è spazio per l'amarcord, anche l'inimitabile bandiera Paolo Capozzi presente in tribuna a sostenere gli amici di mille battaglie.
Carmine rispetto a domenica scorsa recupera Andre ma è costretto a rinunciare ancora a Giorgio e Paolino, i convocati sono quindi 10. La formazione vede Alen in porta, Andi ultimo difensore, sulle fasce Giupe e Orsacchio, centrali il Capitano e Andre, davanti bomber Casè, presentatosi con un cappottino stile Mediobanca.
Dopo pochi minuti però Giupe è costretto a uscire per un dolore al polpaccio, al suo posto entra Gabrielone e bomber Casè va a fare l'esterno per una formazione sbilanciata con l'intento di impaurire i gattini della Virtus.
L'inizio è dei migliori: da una rimessa laterale Orsacchio, lesto come una faina, insacca l'1-0 ma presto ci si accorge che gli ospiti non sono venuti fin qui per il classico pic nic domenicale e l'Assisi incomincia a ballare. Il gol è nell'aria e arriva puntuale a metà tempo sempre da una rimessa laterale: 1-1.
Nella ripresa la gara è più equilibrata, a tratti anche nervosa, ma non si sblocca.
Da ambo le parti si spera quindi nel colpo del fuoriclasse che possa risolvere il match e 2' dalla fine è il momento dei gialloblù: su un tiro da fuori il portiere della Virtus non è impeccabile, come del resto in tutto l'arco della partita, e ribatte corto, sulla palla si avventa come un falco il bomber che, con un pallonetto da infarto, mette dentro e fa esplodere la gioia incontenibile di panchina e tribuna. A farne le spese è Orsini, colpito al volto da una testata involontaria di Andi corso in panchina ad esultare neanche fosse Tardelli nella magica notte spagnola del Mundial '82.
Gli ultimi minuti sono da cardiopalma, l'Assisi rischia di capitolare ma la baracca resta in piedi e non cede: una vittoria soffertissima, forse oltre i meriti sul campo, ma voluto fortissimamente e forse proprio questo ha fatto la differenza.
E' il terzo 2-1 casalingo della stagione: sintomo di fortezza difficilmente espugnabile o di difficoltà tattiche a creare gioco? Ai posteri l'ardua sentenza. |