La delusione per una vittoria.
Nella pallacanestro, metafora se vogliamo della vita, esiste o almeno dovrebbe esistere una cosa speciale, il saper perdere con onore. Fare tutto quello che è fisicamente e mentalmente in tuo possesso e perdere comunque fa si che in ogni caso si possa abbandonare il campo a testa alta e con gli onori riconosciuti dagli avversari, insomma anche da cose negative bisogna cercare di spremere positività costruttiva. C’è comunque un contraltare, un rovescio della medaglia. Ci sono situazioni ed atteggiamenti che ti portano ad entrare negli spogliatoi a fine gara con sentimenti di amarezza e frustrazione nonostante la vittoria. Una partita come quella di ieri sul campo amico del PalAssisi è esempio concreto di quanto fin qui scritto. I ragazzi del WS possono fregiarsi della più onorevole delle sconfitte, per quelli dell’Assisi invece nonostante la vittoria c’è molto da meditare. Ci si deve seriamente interrogare sul perché, nonostante gli anni di militanza comune, ci sia una squadra che ancora vera squadra non è. I limiti e le problematiche vengono affrontate con attenzione in modo teorico e colloquiale ma una volta sul campo ognun per se. Ci si deve sempre complicare la vita anche quando complicata non è. E cosa peggiore non si riesce ad imparare dagli errori passati, non si assimilano per farne basi sicure per il futuro. La partita di ieri dicevamo, già, la partita di ieri, perchè in fondo un po’ di cronaca va fatta. Forte partenza della squadra di casa non tanto nei ritmi, che anzi vengono il più possibile rallentati per agevolare una equilibrata costruzione degli attacchi, ma nel punteggio che se ben non altissimo scava già un solco. Il WS non ci stà, alza i ritmi e la mette in bagarre, recupera grazie anche ai soliti inutili falli dell’Assisi ed ai relativi liberi, si fa però ridistaccare nel finale del secondo quarto quando i gialloblu di casa recuperano un po’ di fiato e di testa. All’intervallo Assisi più dieci. E proprio quando il vantaggio è massimo e saggezza consiglierebbe di perseverare in una gestione di palla accorta e rallentata ecco che invece si decide di correre, e il suicidio è servito. Gli ospiti recuperano punti e col passare dei minuti acquistano fiducia, i locali sbattono ripetutamente contro un muro e neanche se ne rendono conto, sembra di vedere uno di quei mosconi grassi e pelosi che prendono a testate il vetro della finestra in cerca di uno sbocco verso l’aria aperta. Il caos del finale di quarto quarto vede la parità stampata sul tabellone. Si va ai supplementari. Punto a punto. Punto a punto. Non ci si schioda. Parzialino da una parte e replica dall’altra. Con qualche rimbalzo in più nel finale seguito da rocamboleschi canestri dall’altro versante l’Assisi si porta sul più due a pochi secondi dalla sirena. Pochi secondi che permettono comunque al WS di portarsi in zona d’attacco e provare a vincere ma la tripla si spegne sul primo ferro e il rimbalzo è dell’Assisi. Sirena e tutti a casa. Onore ai vinti quindi, come già scritto, per l’Assisi invece solito allenamento post partita in cui verranno affrontati i soliti fantasmi ma alla fine dopo tanta teoria è sempre la pratica che travolge gli eventi ... |