Parliamo di voi fra di noi

Questa settimana non ho vissuto nessuna gara all’Assisi, anche io come non so quante migliaia di persone in Italia, ho preso questa maledetta influenza che mi ha costretto a passare il fine settimana in casa, e stando a casa mi sono chiesto come e con che cosa potevo comunque continuare a parlare dell’Assisi, visto che mi diverte, e pensa e ripensa mi è venuta in mente una strana idea: perché non sollecitiamo gli altri a parlare e scrivere, magari lanciando una piccola rubrica di discussione promossa sul sito che possa essere magari l’avanguardia di un eventuale futuro 'giornale della polisportiva'? Ed ecco farsi strada il titolo di questa rubrica che potrebbe essere intitolata 'Parliamo di Voi fra noi' dove chi vuole in forma semplice può dire la sua con poche parole su temi legati allo sport dell’oratorio (e quindi della polisportiva). Visto che ho lanciato io l’idea sarò io che apro la rubrica con il primo argomento che a me fa sempre riflettere ed è il rapporto GENITORI – TIFO. Infatti molto spesso lo spettacolo di genitori aggrappati alle reti di recinzione dei campetti ove centinaia di ragazzini passano per seguire corsi di calcio o effettuare partite, sospinti dalla loro passione ma spesso anche per la smania dei genitori di vederli crescere con le stimmate del campione fortunato, sono sotto gli occhi di tutti. Basta frequentare i campetti anche di certi oratori, e si vede spesso reti affollate di gente che segue le innocenti partite con impeto che travalica la passione. I ragazzini corrono in campo, l'allenatore li richiama, li sollecita col proposito evidente di farli divertire, ossia di farli giocare, come ovviamente deve essere negli anni ancora verdissimi dei giocatori, ma lo spettacolo che s’avverte al di là della rete di recinzione è di tutt'altra natura. Le sollecitazioni dei genitori ingombrano il campo, disturbano il divertimento e il gioco dei ragazzini, accendono tensioni delle quali naturalmente i protagonisti sono destinatari e vittime. Devo dire che sino ad ora la fortuna mi ha assistito, in questa comunità che si chiama Polisportiva Assisi e che sto iniziando a conoscere con presenze a spot, non trovo riscontro a questo spettacolo molto spesso fastidioso che segue il tifo invece in altri ambiti. Infatti sugli “Spalti “ dell’Assisi sia che si assista ad un una gara di calcio che ad una gara di pallavolo, chiaramente in categorie giovanili, come detto sino ad ora pur respirando prima e durante le gare una rivalità insita dell’evento , non ho notato queste esagerazioni e pensate che ho assistito ad una partita per tutte le categorie di calcio e pallavolo delle categorie UNDER e non. Ebbene questo mi fa pensare che senza voler fare il filosofo o lo psicologo ma solo un semplice osservatore, in questo oratorio – come probabilmente altri spero - le persone e i tifosi che lo abitano tentano di vivere lo sport in modo normale, senza forzature, dico “tenta” perché non vorrei essere smentito da fatti che non conosco, però ripeto non percepisco situazioni con battute fastidiose nei riguardi degli allenatori o dei dirigenti o peggio ancora commenti negativi su giocatori meno capaci (e qui devo fare un plauso a tutta l’organizzazione che riesce a far giocare anche chi in altri ambiti forse non avrebbe nemmeno la possibilità di indossare una maglia, ma sarebbe solo strumento di finanziamento tramite l’ingente iscrizione richiesta e non venitemi a dire che è lo spirito che deve avere un’ oratorio perché questo non succede ve lo assicuro in tutti gli oratori ). Ritorniamo a noi i tifosi che ho visto qui non sono invadenti con consigli al giocatore durante la gara, del resto rimango convintissimo che sti ragazzini devono prima divertirsi e poi divertirsi ancora, e lo scopo del tifo è quello di incitare e non consigliare, questo spetta all’allenatore. Ecco lancio la prima proposta di discussione per la rubrica, siete d’accordo con ciò che sino ad oggi ho visto, o secondo voi c’è qualcosa di anomalo in quello che dico? E finirei sperando comunque che tutto questo continui (vedrò col tempo perché ho intenzione di continuare a frequentare le gare che si svolgono) e che i genitori/tifosi dell’Assisi continuino a essere come sono, tenendo presente e trasmettendolo ad altri nelle trasferte che faranno che chi corre nel campo nelle categorie under è un ragazzino e non un adulto travestito da bambino e quindi deve essere un esserino con i suoi errori e le sue conquiste, con le sue paure e le sue certezze. Per finire direi LASCIAMOLI DIVERTIRSI PER L’ETA’ CHE HANNO e vedremo sicuramente che anche loro ci ricambieranno sempre con la loro riconoscenza involontaria, con partite memorabili e con altre magari disastrose ma sempre reali e libere da ogni preoccupazione. Ricordiamoci tutti e mi ci metto anche io che scriverò articoli su di loro che non sono l’avanguardia o l’embrione di futuri fenomeni ma ragazzini che vogliono ancora giocare e divertirsi senza aver paura di dover compiacere a qualcuno. Finito di scrivere questo articolo mi è venuto un dubbio , ma non è che mi sono fatto prendere da pensieri filosofici??? e quindi se giungerete a questo punto fate finta di niente e prometto che la prossima volta parlerò come negli altri articoli di una squadra e di tutto quello che l’accompagna. Alla prossima.

Indietro