Caro Amico, probabilmente per aver letto un articolo su un giornale o per aver visto un servizio in TV, ti sara` venuta la curiosita` di assistere ad una partita di calcio femminile, ... ebbene a me è venuta e sono venuto a vedere l’Assisi 'Girls' sabato contro l’Arca (se non ho letto male sul sito la squadra avversaria )
Nel budello ormai conosciuto e più volte nominato alcune persone vedendo probabilmente in me una faccia nuova mi potrebbero scambiare per 'l'osservatore' cosa vera ma che non mi andrebbe, meglio rimanere ancora per un po’ nell’anonimato.
MI SONO DETTO ALLORA : ATTENTO !
ASSOLUTAMENTE EVITARE DI ESTERNARE le seguenti domande:
Ma che campionato e` ?
Ma che eta` hanno ?
Ma giocano bene ?
Ma come sono in classifica ?
MI SONO DETTO ANCHE : ATTENTO !
Se non vuoi subito farti riconoscere invece come il solito sprovveduto curiosone rimediando una tremenda figuraccia dovrai ASSOLUTAMENTE EVITARE le spiritosaggini qui sotto elencate:
Vedo un gioco maschio.
Speriamo che non facciano troppi stop ...di petto.
Eh si`, il calcio non e` uno sport per ...signorine.
Si dice portiere o ...portiera ?
E` il momento di tirare fuori gli attributi !
Si dice difensore o difensora ?
Posso andare anch'io a fare la doccia ?
Ma siamo sicuri che sono tutte donne ?
Queste cose non le fanno neanche i maschi !
A PARTE GLI SCHERZI E LE BATTUTE, superata la fase di adattamento e ambientamento finalmente riesco a concentrarmi sulla partita ed apprezzarne anche gli aspetti tecnico-tattici. Devo dire che non ho assistito ad una partita entusiasmante anche se l’Assisi ha meritato di vincere 1 a 0 con un impetuoso colpo di testa, non so di chi ma non importa , come oramai avete potuto capire non mi interessano i risultati ma quello che è il 'contorno' della gara e delle situazioni. E qui devo dire, due cose mi hanno colpito, una tecnica, la n. 8 dell’Assisi e la n. 17 dell’Arca sono state le due atlete più importanti e più brave della gara, decise, sempre presenti nelle azioni, le compagne le hanno cercato per tutta la partita e loro hanno ricambiato giocando al massimo per loro, (il pubblico devo proprio dirlo ha apprezzato l’atleta dell’Arca non solo per la bravura con mia massima comprensione), la seconda, mi hanno colpito gli allenatori e il guardalinee dell’Arca in quanto erano in perfetto look inglese giacca e cravatta, composti, non un urlo fuori posto (solo il guardalinee ha avuto un piccolissimo diverbio con una giocatrice dell’Assisi avendo assegnato un fuori alla sua squadra e non all’Assisi, screzio verbale però senza strascichi) che gentleman!!!!!!!!! (a me è simpatico di più l’allenatore 'urlatore' della settimana scorsa però!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ).
Finisco - come al solito – con le mie riflessioni
Il calcio maschile, si sa, è molto più di uno sport: un evento mediatico, sociologicamente complesso e coinvolgente. Al di là di quello che succede in campo è soprattutto contorno pieno di tecnici, tifosi, appassionati e non, e la lista potrebbe continuare all’infinito, ma sicuramente niente ha a che vedere col tifo. Nel calcio rosa invece a questi livelli, è chiaro che il pubblico è formato da , conoscenti, amici, ex calciatrici… mamme e mariti e alcune volte anche da figli, esattamente come dovrebbe essere il tifo, un tifo vero, lontano da interessi e da fasti maschili, il tifo per le 'Girls' è sociologicamente lineare e spontaneo. In queste partite sono convinto si riesce a respirare ancora un’aria sana e gioiosa che merita molto di più di quanto non se ne parli. In fondo è bello vedere tanta gente come ho visto nel budello, è bello sentire i commenti belli brutti spiritosi e anche (sottovoce) di giudizi fisici delle atlete, quella voglia di stare insieme nel nome della squadra, della bandiera…delle proprie la ragazze del calcio femminile, che non fanno tenerezza ma che ricordano energicamente che ci sono anche loro. Ciao a tutti e al prossimo articolo. |